RONCOPATIA o PATOLOGIA DEL RUSSARE

Vaginoplastica – Chirurgia Plastica vagina
2 febbraio 2016

RONCOPATIA o PATOLOGIA DEL RUSSARE

La Roncopatia

La Roncopatia, o più semplicemente la patologia del russare, viene considerata un disturbo del sonno, non solo quello del partner, ma del russatore stesso, che, ignaro degli scompensi psico-fisici cui va incontro, difficilmente si rivolge al medico per correre ai ripari.
Il russare non è solo un fastidio innocuo, ma una malattia che, tra le varie conseguenze porta ad ipertensione arteriosa e cardiopatia.
Il russamento avviene per il difficoltoso passaggio dell’aria attraverso le vie aeree durante il sonno: quando il flusso dell’aria è ostacolato da una condizione di riduzione del normale diametro delle vie respiratorie, per ostacoli localizzati nel naso, nell’orofaringe o nell’ipofaringe, di conseguenza si ha, nella inspirazione, la vibrazione del palato molle e delle strutture vibratili, ugola e lingua.

Solo recentemente, si è compreso che questa particolare forma di emissione sonora può provocare serie conseguenze per la salute di chi ne soffre, e costituisce il segnale di allarme di due malattie importanti: la roncopatia cronica, e la sindrome di apnea del sonnoSAS.
Nella roncopatia cronica i pazienti russano in maniera discontinua, a volte con forte rumorosità, e progressivamente tendono a rappresentare sintomi che indicano un sonno disturbato, e una ridotta ossigenazione dell’organismo: risveglio difficile, affaticamento mattutino e talvolta cefalea.
Gradualmente viene a istaurarsi una vera sindrome di apnea del sonno – SAS, che è responsabile anche, di una netta riduzione dell’ossigenazione dell’organismo durante il sonno; e questo evento, è associato, ad una maggiore incidenza di disturbi cardiaci, circolatori, e neurologici: aumento della pressione arteriosa e polmonare, crisi ipertensive, aritmie cardiache, e infarto.
A provocare il russamento è sempre una difficoltà di respirazione, ma il problema non è obbligatoriamente limitato alla sola porzione del palato molle,o ipertrofia dell’ugola, o ipertrofia della lingua, ma altre concause possono essere la deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, doppio mento, e adiposità del collo, oppure abuso di alcool, e di tranquillanti che causano il rilassamento dei muscoli compresi quelli del palato molle.

 

anatomia: l’ugola, e/o il palato molle eccessivamente rappresentati, ostruiscono il passaggio dell’aria nelle prime vie aeree, ed è causa di russamento. La normale
respirazione viene ripristinata con la laserchirurgia:
con semplice anestesia locale, in day surgery, in una sola, o due/tre sedute, si attua un intervento di fotocoagulazione laser della parte interessata, senza sanguinamento, e guarigione in tempi brevi.

 possibili complicanze causate dalla roncopatia

 – complicanze cardiocircolatorie : aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, talvolta alterazioni del ritmo cardiaco fino all’arresto. Questo fatto potrebbe spiegare perchè tanti incidenti cardiaci, edema polmonare, tachicardia, infarto, e cerebrali si verificano di notte, durante il sonno.

complicanze cerebrali : nei pazienti affetti da Roncopatia si instaura una insufficienza cronica della ossigenazione cerebrale, responsabile di una sofferenza delle cellule nervose che può spiegare molti sintomi neurologici presenti nell’apnea notturna; inoltre, le crisi di apnea comportano per il paziente frequenti risvegli durante la notte, con diminuzione della capacità di sognare e conseguenti influenze sull’equilibrio psico-fisico.

Problemi ormonali e turbe sessuali : in pazienti affetti da Apnea notturna si è osservata una riduzione degli ormoni tiroidei e dell’ormone della crescita; studi clinici dimostrano che la SAS si associa a problemi di erezione e di eiaculazione precoce.

complicanze bronco-polmonari : una respirazione prevalentemente orale impedisce un corretto “filtro nasale”, l’aria inspirata non viene riscaldata, umidificata e filtrata dal naso, e questo fatto costituisce un elemento irritativo non importante per le vie aeree inferiori; la desaturazione di ossigeno presente nell’apnea notturna, aggrava gli effetti della bronchite cronica, e ne accelera l’evoluzione.

L’intervento e differenze con la chirurgia tradizionale

L’intervento laser CO2, grazie alla nuova tecnologia, è meno invasivo rispetto a quello chirurgico, e permette di ottenere il miglior risultato sfruttandone la precisione e l’efficacia, con la riduzione al minimo dei disagi fisici e psicologici del paziente.
L’intervento viene eseguito con anestesia locale, nell’arco di un’unica seduta della durata di circa 45 minuti; la procedura prevede un allargamento dello spazio orofaringeo, eliminando, o riducendo l’ostruzione del palato molle sulla mucosa posteriore e i pilastri tonsillari.

Rispetto al vecchio bisturi, si ha:
assoluta precisione – la mirata e specifica localizzazione del punto laser, permette incisioni precise e pulite, con vaporizzazione dei tessuti interessati e senza contatto fisico, come col bisturi.
assenza di sanguinamento – il laser nel vaporizzare i tessuti, fotocoagula i capillari interessati, mentre con l’intervento tradizionale, il rischio di emorragie è ancora elevato.
praticità – l’intervento è eseguito in anestesia locale, in day hospital,
– e tempi di guarigione rapidi – grazie a ciò, la cicatrizzazione dei tessuti è rapida, senza dolore post-operatorio, tipo faringite, mentre con la chirurgia tradizionale è intenso e persistente.